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Messaggio Avvento 2018

27/11/2018

- A tutte le Reverende Suore Missionarie del Catechismo

in Italia, Messico, Filippine, Israele, Kenya, New York, Argentina e Madagascar

Carissime consorelle,

eccoci di nuovo a percorrere un nuovo anno liturgico dando inizio con l’avvento, tempo di attesa e preparazione alla venuta del nostro salvatore e Signore Gesù Cristo.

Ogni storia ha un inizio e il figlio di Dio ha voluto farsi in tutto simile a noi al punto di prendere un corpo e diventare uno di noi. Si è scelto una Madre, una donna comune senza nessun potere umano ma che nella sua umiltà aveva conquistato lo sguardo di Dio, lo sguardo di colui che vede nel segreto delle anime e ha trovato in questa ragazzina la purezza e disponibilità all’ascolto della sua parola, ecco perché la chiesa come madre amorevole chiede ai suoi figli di rallentare il passo e mettersi all’ascolto di quella voce del profeta che ci invita a preparare il cammino del Signore, di preparare la sua venuta, prima di tutto nel nostro cuore ma anche nelle nostre comunità, di appianare le montagne dell’indifferenza che ci dividono o che ci impediscono di vedere la consorella come quella che è, mia sorella.

Care sorelle la nostra famiglia religiosa ha tanto bisogno di unire forze per compiere la nostra missione, ma non soltanto unire le nostre forze fisiche ma soprattutto quelle spirituali perché se siamo unite nello spirito lo saremo anche fisicamente perché avolte possiamo vivere per anni sotto lo stesso tetto ma essere lontane spiritualmente e ognuna si sente estranea l’una dall’altra. La nostra missione e vocazione è un grande dono di Dioe anche a noi come alla Madonna, ai nostri fondatori e a tanti uomini e donne nella storia della salvezzaDio ha fatto e continua a fare l’invito ad essere collaboratori suoi e ogni giorno ci dà gli elementi necessari per compiere la nostra missione, anche se avolte le fatiche e le nostre debolezze umane, ci scoraggiano e non ci lasciano vedere la bellezza della nostra vocazione e missione. Vediamo solo il negativo sia in noi che nelle nostre consorelle ma se contempliamointorno a noi e dentro di noi stesse vediamo quante meraviglie il Signore ha fatto per noi e non per il nostro merito ma per il suo grande amore e misericordia. Ecco perché il tempo di Avvento e un tempo di contemplazione e ringraziamento. È tempo di elevare un inno di lode al nostro Dio per il grande amore che ha avuto per l’umanità e per ognuna di noi. Anche il dolore fa parte della nostra storia, è un mezzo per santificarci e Dio avolte lo permette proprio per farci crescere nel suo amore. Ascoltiamo la sua voce che ci invita ad andare verso di lui: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero» (Mt. 11, 28-30).

L'Avvento è il momento giusto per ascoltare e quindi insieme alla nostra madre celeste prepariamo il nostro cuore e la nostra anima per ricevere il Re dei Re che viene in modo così semplice e silenzioso. Non in un'attesa passiva ma attiva come quando prepariamo una stanza per ricevere una visita molto speciale, siamo attente anche ai più piccoli dettagli senza badare la stanchezza ma vogliamo che quella persona si senta a suo agio, così ci dobbiamo preparare a ricevere il Bambino Gesù. Credo che non ci sia niente di più bello che contemplare un neonato, vederlo così fragile e indefesso e pensare che è Dio! Signore del cielo e della terra e che si è fatto come noi, mostrando tutta la sua umanità e vuole che diventiamo come Lui, vuole assumere la nostra natura umana di modo che noi potessimo partecipare della Sua divinità.

Carissime sorelle, vi auguro calorosamente un cammino di preparazione pieno di gioia, gioia che solo Lui ci può dare e che siamo chiamate a dare a tutti coloro che ci stanno attorno a cominciare dalla nostra comunità. Ascoltiamo il consiglio dell’apostolo Paolo: «Quanto all'amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. Quanto all'onorefate a gara nel rendervelo reciprocamente. Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm. 12, 10-12).

Ricevete un abbraccio e le mie preghiere!

Ariccia, 26 novembre 2018

Sr. Bernardina Perez

 Superiora Generale

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